No, non siamo morte, siamo sempre vive ma senza la benché minima novità.
Ebbene sì, Alessia non ha ancora la famiglia.
Siamo nel limbo del non sapere né dove andrà, né da chi andrà.
Guardiamo il lato positivo: non siamo stati mesi ad arrovellarci il cervello che la famiglia non ci sembri quella giusta o se su skype si sono dimostrati freddi.
Semplicemente il NIENTE....
Nel prossimo post implorerò una famiglia: una qualunque... sono lontani i tempi in cui sognavamo LA famiglia, quella perfetta, quella giusta giusta per lei.
Ora come ora me ne va bene una qualsiasi, anche una scartata da qualcuno, anche la vecchietta, anche i mormoni, anche il serial killer con la motosega nel seminterrato. No, quello magari no.
Comunque, siamo stati all'Orientation di Milano l'11 Giugno ed è stato interessante.
Le ragazze di You Abroad mi sono sembrate molto brave e preparate.
Non ci hanno balenato un anno di rose e fiori, anzi, piuttosto un anno molto tosto sia per chi va che per chi resta.
Mi ha rincuorato soprattutto la ragazza che si occupa delle emergenze perché ci ha fatto capire che lei ci sarà sempre e che " vuole" essere disturbata per le necessità che affronteremo.
Magari avrei saltato o perlomeno ridotto l'intervento della ragazza della CIEE che ha ripetuto le cose già dette da YA ma IN INGLESE!!
Ora, se i ragazzi sapessero così bene l'inglese, dubito che i genitori spenderebbero una fortuna per mandarli all'estero, e almeno per quanto mi riguarda, il mio neurone si è fuso dopo i primi 5 minuti nel concentrarsi a capire cosa stesse dicendo ( abbiamo dedotto dalle immagini sullo schermo).
Per ora è tutto spero il prossimo post sia quello tanto atteso...
lunedì 19 giugno 2017
venerdì 7 aprile 2017
Declined
E' durato poco.
Ebbene sì, l'euforia per quel promettente Submitted dell'ultimo post, con il passare dei giorni, e senza che ci fosse nessuna novità, è decisamente calata.
Fino a spegnersi del tutto quando, qualche giorno fa, è stata sostituita da un misterioso e avvilente Declined.
Nonostante le mie immediate ricerche, sia sui blog di attuali/passati Exchange student, sia in generale su internet non sono riuscita a capire cosa significhi ma sembra niente di buono.
Che sia un abbinamento non andato a buon fine o che magari in quell'area non è stata trovata nessuna famiglia qui la situazione non cambia.
Quando sarà il suo turno? Quest'attesa sta cominciando a rompere, abbiamo bisogno di qualche certezza. soprattutto in questo momento così impegnativo con la scuola.
Ebbene sì, l'euforia per quel promettente Submitted dell'ultimo post, con il passare dei giorni, e senza che ci fosse nessuna novità, è decisamente calata.
Fino a spegnersi del tutto quando, qualche giorno fa, è stata sostituita da un misterioso e avvilente Declined.
Nonostante le mie immediate ricerche, sia sui blog di attuali/passati Exchange student, sia in generale su internet non sono riuscita a capire cosa significhi ma sembra niente di buono.
Che sia un abbinamento non andato a buon fine o che magari in quell'area non è stata trovata nessuna famiglia qui la situazione non cambia.
Quando sarà il suo turno? Quest'attesa sta cominciando a rompere, abbiamo bisogno di qualche certezza. soprattutto in questo momento così impegnativo con la scuola.
giovedì 23 marzo 2017
SUBMITTED!!
Finalmente quell'odiato "not placed" è scomparso dall'application di Alessia, sostituito da un più rassicurante submitted.
Cosa significhi non mi è ancora chiaro, ma spero voglia dire che qualcosa si sta muovendo, che l'application stia girando tra le potenziali famiglie.
La zona sembrerebbe il sud-ovest: Arizona, Utah e zone limitrofe ma, per adesso sono tutte supposizioni, staremo a vedere.
In realtà sono già 10 giorni che è apparsa questa dicitura ma novità zero.
Non trovo il suo profilo "pubblicizzato" nelle pagine facebook di nessuno stato.
Intanto Alessia ha deciso di cambiare l'opzione single person placement rifiutando questa possibilità.
Chissà se è la scelta giusta? Magari l'avrebbe scelta una donna con tanti interessi in comune, voglia di viaggiare e le possibilità economiche per farlo e le avrebbe potuto far conoscere un sacco di posti ma chissà...c'è sempre l'incubo della vecchietta con l'uncinetto e le pantofole!
Cosa significhi non mi è ancora chiaro, ma spero voglia dire che qualcosa si sta muovendo, che l'application stia girando tra le potenziali famiglie.
La zona sembrerebbe il sud-ovest: Arizona, Utah e zone limitrofe ma, per adesso sono tutte supposizioni, staremo a vedere.
In realtà sono già 10 giorni che è apparsa questa dicitura ma novità zero.
Non trovo il suo profilo "pubblicizzato" nelle pagine facebook di nessuno stato.
Intanto Alessia ha deciso di cambiare l'opzione single person placement rifiutando questa possibilità.
Chissà se è la scelta giusta? Magari l'avrebbe scelta una donna con tanti interessi in comune, voglia di viaggiare e le possibilità economiche per farlo e le avrebbe potuto far conoscere un sacco di posti ma chissà...c'è sempre l'incubo della vecchietta con l'uncinetto e le pantofole!
giovedì 9 marzo 2017
Data orientation
Finalmente è arrivata la data dell'orientation.
In un primo tempo siamo stati convocati a Roma il 18 Giugno ma, su nostra richiesta per impegni già presi, ci hanno gentilmente dirottato su Milano l'11 Giugno.
Questo incontro rende, per chi come Alessia è ancora orfano, tutto un po' più reale e vicino.
Speriamo che per quella data sia arrivata la famiglia.
Sinceramente aspetto l'orientation con trepidazione, sia perché servirà a prepararvi concretamente a questo anno, mettendovi davanti spesso più gli aspetti negativi che affronterete che quelli positivi.
Sarà molto utile anche per tutte quelle incombenze pratiche che già cominciano a fare capolino tra i miei pensieri ( e che io ricaccio prontamente indietro) come fare la valigia, la prepagata, il volo, il visto...
Ma soprattutto aspetto questo incontro per tutto ciò che concerne noi genitori, spero ci possano dare delle indicazioni utili per come affrontare questi 10 mesi, sia per gestire la preoccupazione ma soprattutto per non stressare voi ragazzi con mille telefonate.
Sono contenta per tutti i ragazzi che hanno ricevuto la famiglia; mi sembra che non ci siano situazioni o posti disastrosi, anzi la maggior parte ha case meravigliose con stanze enormi e a volte pure la piscina!
Prima o poi comparirà anche in questo blog il post intitolato "HOST FAMILY!!!"
In un primo tempo siamo stati convocati a Roma il 18 Giugno ma, su nostra richiesta per impegni già presi, ci hanno gentilmente dirottato su Milano l'11 Giugno.
Questo incontro rende, per chi come Alessia è ancora orfano, tutto un po' più reale e vicino.
Speriamo che per quella data sia arrivata la famiglia.
Sinceramente aspetto l'orientation con trepidazione, sia perché servirà a prepararvi concretamente a questo anno, mettendovi davanti spesso più gli aspetti negativi che affronterete che quelli positivi.
Sarà molto utile anche per tutte quelle incombenze pratiche che già cominciano a fare capolino tra i miei pensieri ( e che io ricaccio prontamente indietro) come fare la valigia, la prepagata, il volo, il visto...
Ma soprattutto aspetto questo incontro per tutto ciò che concerne noi genitori, spero ci possano dare delle indicazioni utili per come affrontare questi 10 mesi, sia per gestire la preoccupazione ma soprattutto per non stressare voi ragazzi con mille telefonate.
Sono contenta per tutti i ragazzi che hanno ricevuto la famiglia; mi sembra che non ci siano situazioni o posti disastrosi, anzi la maggior parte ha case meravigliose con stanze enormi e a volte pure la piscina!
Prima o poi comparirà anche in questo blog il post intitolato "HOST FAMILY!!!"
venerdì 17 febbraio 2017
Calma piatta
Nessuna nuova, buona nuova.
Così dice un proverbio.
Nella nostra situazione, di famiglie di futuri Exchange student, non è il massimo.
Ora che diversi ragazzi sono stati abbinati alle rispettive famiglie ti aspetti che ogni giorno sia quello giusto, e ogni sera con delusione ti dici : "forse domani".
Quest'attesa è snervante, tanto più che Alessia, essendo allergica ai gatti e ai cani ha un range di famiglie idonee molto ristretto .
YA ci ha detto che il 95% delle famiglie americane ha un cane o un gatto e nel restante, striminzito 5% devi trovare quelle che sono interessate ad ospitare e tra queste quella che ha interessi in comune con lei.
E' un'impresa ardua.
Pensare che poi la famiglia può arrivare anche pochi giorni prima della partenza e quindi vivere ancora diversi mesi con questa incertezza è stressante.
Per adesso sognamo vedendo i placement dei fortunati che hanno già una famiglia, coraggio verrà anche il nostro momento!
Così dice un proverbio.
Nella nostra situazione, di famiglie di futuri Exchange student, non è il massimo.
Ora che diversi ragazzi sono stati abbinati alle rispettive famiglie ti aspetti che ogni giorno sia quello giusto, e ogni sera con delusione ti dici : "forse domani".
Quest'attesa è snervante, tanto più che Alessia, essendo allergica ai gatti e ai cani ha un range di famiglie idonee molto ristretto .
YA ci ha detto che il 95% delle famiglie americane ha un cane o un gatto e nel restante, striminzito 5% devi trovare quelle che sono interessate ad ospitare e tra queste quella che ha interessi in comune con lei.
E' un'impresa ardua.
Pensare che poi la famiglia può arrivare anche pochi giorni prima della partenza e quindi vivere ancora diversi mesi con questa incertezza è stressante.
Per adesso sognamo vedendo i placement dei fortunati che hanno già una famiglia, coraggio verrà anche il nostro momento!
domenica 5 febbraio 2017
Aspettative e confronti
Ragazzi, qui l'ansia aumenta.
Da una parte c'è Alessia che, con i primi placement, ha iniziato la solfa "non mi vuole nessuno, resterò orfana fino ad Agosto".
Dall'altra noi che stiamo studiando la cartina dei placement in cerca di indizi, di un filo conduttore:
il fatto che le famiglie per adesso siano tutte nella zona est vorrà dire qualcosa?
Magari più tempo passa e più ci si sposta a ovest?
Qui sembra di essere in un centro sondaggi prima dell'elezione del presidente degli USA:
ci sono pronostici, teorie, ipotesi ma in realtà brancoliamo nel buio.
Nel frattempo, giusto per mantenere l'ansia sotto controllo sto rileggendo i blog di alcuni ragazzi che non si sono trovati benissimo.
Per quanto ti illuda che sarà un anno meraviglioso è dura ricordarsi che sicuramente ci saranno tante difficoltà e noi, da qui, non possiamo farci niente.
Tanti ragazzi parlano del cambiamento che si è svolto nel loro carattere: hanno imparato ad accettare, a lasciar correre, a non prendersela, ma anche a stamparsi un bel sorriso sulla faccia e andare avanti anche se dentro sono a pezzi.
In realtà credo che siano due gli errori principali che questi ragazzi fanno.
Il primo, già dall ' Italia, è crearsi delle aspettative: è impossibile non farsele, ma si entra in un mondo parallelo perfetto che non può esistere,
Forse è giusto il sistema del Rotary che fa cambiare al ragazzo tre famiglie nel corso del suo anno:
questo perché, secondo loro, le famiglie danno il meglio di sé nei primi mesi, quindi il ragazzo passa da più famiglie e rimane sempre "novità", non so se mi spiego.
Le aspettative nascono anche da una visione stereotipata dell'America: noi la vediamo come un Paese meraviglioso, il sogno americano, la ricerca della felicità enunciata nella Dichiarazione d'Indipendenza, le scuole supertecnologiche, le macchinone, le ville.
E dall'altra parte sottostimiamo la nostra cara e vecchia Italia.
Quanti ne ho letti di post che dicevano di essere stufi di questo Paese: della corruzione, della burocrazia, del provincialismo.
Poi, quando sono là cominciano a cambiare idea, capiscono che non è tutto oro quello che luccica e che l'Italia, per quanto piena di problemi, è ancora il più bel Paese del mondo.
E qui veniamo al secondo errore che voi ragazzi fate: i confronti.
Dopo le prime settimane dove tutto sembra grande e meraviglioso, come visto nei film, comincia la monotonia e la routine e qui iniziano i confronti.
Ci sono ragazzi che si sono trovati male per il fatto di essere dipendenti dagli altri per gli spostamenti.
Qui in Italia ci sono i trasporti pubblici ( sì vabbè non ridete in teoria ci sono), là sei sperso nel nulla.
Qui in Italia ogni città, ma anche ogni paesino ha un centro, dove puoi passeggiare, vedere gente, prendere un caffè: là no.
Qua c'è una vita fuori dalla scuola: là no.
Qua le feste sono wow: là no.
Qua si mangia bene: là no.
Secondo me ha detto bene Iris, una ragazza adesso a Chicago:
"Quando si arriva qui dovete "chiudere" l'Italia fuori, siete in America per un anno e in questo anno siete persone nuove.
Non si può pensare di venire qui e pretendere di essere come in Italia
Molti ragazzi si sono rovinati quest'esperienza non riuscendo ad apprezzare le cose diverse, anche quelle brutte."
Non giudicare sbagliato ciò che non conosci, cogli l’occasione per comprendere.
(Pablo Picasso)
Da una parte c'è Alessia che, con i primi placement, ha iniziato la solfa "non mi vuole nessuno, resterò orfana fino ad Agosto".
Dall'altra noi che stiamo studiando la cartina dei placement in cerca di indizi, di un filo conduttore:
il fatto che le famiglie per adesso siano tutte nella zona est vorrà dire qualcosa?
Magari più tempo passa e più ci si sposta a ovest?
Qui sembra di essere in un centro sondaggi prima dell'elezione del presidente degli USA:
ci sono pronostici, teorie, ipotesi ma in realtà brancoliamo nel buio.
Nel frattempo, giusto per mantenere l'ansia sotto controllo sto rileggendo i blog di alcuni ragazzi che non si sono trovati benissimo.
Per quanto ti illuda che sarà un anno meraviglioso è dura ricordarsi che sicuramente ci saranno tante difficoltà e noi, da qui, non possiamo farci niente.
Tanti ragazzi parlano del cambiamento che si è svolto nel loro carattere: hanno imparato ad accettare, a lasciar correre, a non prendersela, ma anche a stamparsi un bel sorriso sulla faccia e andare avanti anche se dentro sono a pezzi.
In realtà credo che siano due gli errori principali che questi ragazzi fanno.
Il primo, già dall ' Italia, è crearsi delle aspettative: è impossibile non farsele, ma si entra in un mondo parallelo perfetto che non può esistere,
Forse è giusto il sistema del Rotary che fa cambiare al ragazzo tre famiglie nel corso del suo anno:
questo perché, secondo loro, le famiglie danno il meglio di sé nei primi mesi, quindi il ragazzo passa da più famiglie e rimane sempre "novità", non so se mi spiego.
Le aspettative nascono anche da una visione stereotipata dell'America: noi la vediamo come un Paese meraviglioso, il sogno americano, la ricerca della felicità enunciata nella Dichiarazione d'Indipendenza, le scuole supertecnologiche, le macchinone, le ville.
E dall'altra parte sottostimiamo la nostra cara e vecchia Italia.
Quanti ne ho letti di post che dicevano di essere stufi di questo Paese: della corruzione, della burocrazia, del provincialismo.
Poi, quando sono là cominciano a cambiare idea, capiscono che non è tutto oro quello che luccica e che l'Italia, per quanto piena di problemi, è ancora il più bel Paese del mondo.
E qui veniamo al secondo errore che voi ragazzi fate: i confronti.
Dopo le prime settimane dove tutto sembra grande e meraviglioso, come visto nei film, comincia la monotonia e la routine e qui iniziano i confronti.
Ci sono ragazzi che si sono trovati male per il fatto di essere dipendenti dagli altri per gli spostamenti.
Qui in Italia ci sono i trasporti pubblici ( sì vabbè non ridete in teoria ci sono), là sei sperso nel nulla.
Qui in Italia ogni città, ma anche ogni paesino ha un centro, dove puoi passeggiare, vedere gente, prendere un caffè: là no.
Qua c'è una vita fuori dalla scuola: là no.
Qua le feste sono wow: là no.
Qua si mangia bene: là no.
Secondo me ha detto bene Iris, una ragazza adesso a Chicago:
"Quando si arriva qui dovete "chiudere" l'Italia fuori, siete in America per un anno e in questo anno siete persone nuove.
Non si può pensare di venire qui e pretendere di essere come in Italia
Molti ragazzi si sono rovinati quest'esperienza non riuscendo ad apprezzare le cose diverse, anche quelle brutte."
Non giudicare sbagliato ciò che non conosci, cogli l’occasione per comprendere.
(Pablo Picasso)
martedì 31 gennaio 2017
Tutto e il contrario di tutto
Siamo in piena attesa famiglie, anche se qualcuno è già stato assegnato.
Oggi vorrei solo fare una riflessione che nessun ragazzo ammette di fare.
Cosa sarebbe meglio?
Ho letto centinaia di blog e visto un sacco di video, e tutti, quando gli arriva la famiglia, dicono: "non potrei essere più felice di così, mi è andata benissimo non potevo desiderare i meglio".
Poi partono e dopo qualche post di inizio avventura segue un silenzio inquietante.
Ora, sarà che sono mamma , ma io un po' mi affeziono a questi ragazzi e seguirli nei mesi precedenti e quando affrontano l'iniziale shock mi aiuta ad prepararmi meglio a quello che verrà nel prossimo anno.
Quindi, tornando a loro, dopo qualche mese di black out tornano sul blog o su you tube dicendo che, a seguito di ( non meglio precisati) problemi con la vecchia famiglia, l'hanno cambiata e ora si trovano bene ( ma non sono entusiasti come prima).
Probabilmente ci saranno delle clausole di privacy che li vincoleranno a non diffondere i particolari, ma fa una rabbia non sapere cosa è andato storto, e ti aumenta l'ansia che questa situazione possa capitare anche a tua figlia.
Perciò a seguito di tutta la cultura che mi sono fatta posso affermare questa verità: NON C'E' UNA REGOLA UNIVERSALE.
C'è chi è stato ospitato dai mormoni e si è trovato benissimo e chi malissimo e ha dovuto cambiare famiglia.
Chi ha trovato un ambiente meraviglioso in una famiglia di due persone un po' più anziane e chi invece lo vedrebbe come il peggior incubo perché magari si pensa siano meno inclini a farti uscire e siano più chiusi.
Anche nelle famiglie "tradizionali" ci si può trovare bene oppure, come è capitato, si innescano dei meccanismi di incomprensioni per cui il ragazzo si sente solo un ospite e non un membro della famiglia.
Nel caso di ragazze ospitate in casa con un host sister mi sembra sia più facile che si inneschi un meccanismo di rivalità ( noi donne siamo tremende), per cui se all'inizio erano sorelle per la pelle dopo diventano indifferenti o addirittura ostili.
Anche la classica famiglia americana non è indice di sicurezza matematica anzi: forse la si preferirebbe ad una ispanica, invece tanti ragazzi capitati in famiglie di origine messicana si sono trovati benissimo, sono diventati figli con il vantaggio che oltre l'inglese hanno anche migliorato lo spagnolo.
Sarà che poi gli ispanici ( e qui vado di luoghi comuni) sono simili a noi italiani: sono calorosi, accoglienti, gli piace generalmente cucinare e hanno molto ben radicato il concetto di famiglia.
Anche il fatto di avere un double placement ha due facce: da una parte, se capitiamo in una famiglia "particolare" essere in due può aiutare molto ad affrontare i problemi, dall'altra non sarai l'unico, ci potrebbero essere confronti, preferenze e rivalità.
Perciò davvero non esiste una regola: anzi forse sì quella delle tre C: Comprensione, Comunicazione, ma soprattutto tanto C---!
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